La bambina dimenticata dal tempo

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Codice
: LIBUN002
Editore
: uovonero
Autore
:
Disponibilità
: Immediata
Prezzo
: € 14.00 € 8.40

Titolo: La bambina dimenticata dal tempo
Autore: Siobhan Dowd
Titolo originale: Bog Child
Traduttore: Sante Bandirali
Editore:uovonero
Data di Pubblicazione: 2012
ISBN: 9788896918166
Pagine: 328
Formato: brossura
Età: da 13 anni

VINCITORE DELLA CARNEGIE MEDAL 2009

1981. John Lennon è morto da un anno e in Irlanda sembra che i sogni di pace delle sue canzoni siano definitivamente sfumati. Il paese è scosso da attentati fratricidi e i membri dell'IRA in carcere stanno facendo lo sciopero della fame per ottenere dal governo Thatcher lo status di detenuti politici. Anche il ritrovamento del cadavere mummificato di una bambina sul confine fra Eire e Irlanda del Nord è fonte di contrasti quando si scopre che è vecchio di duemila anni.

Fergus, casuale autore del ritrovamento insieme a Zio Tally, ha diciotto anni. Sta per iniziare gli esami di maturità, dove vuole ottenere voti alti per andarsene lontano a studiare medicina. Per aiutare il fratello Joe, in carcere, inizia a portare avanti e indietro dal confine degli strani pacchetti per conto di Michael Rafters, detto “il Matto“, un personaggio ambiguo e collegato all'IRA.
In questa situazione, in cui nascono l'amicizia per il soldato britannico Owain e l'amore per la bella Cora, Fergus comincia ad avere strane visioni, in cui un mondo antico che si intreccia sempre più con quello presente gli appare attraverso gli occhi di Mel, la bambina dimenticata dal tempo.

Con questo libro, vincitore della prestigiosa Carnegie Medal nel 2009, Siobhan Dowd si conferma come una grande scrittrice, dotata di grande talento e sensibilità. Come nel precedente Il mistero del London Eye, l'attenzione dell'autrice si concentra in modo particolare sul tema della diversità. Da un lato, una diversità che spaventa e che diventa capro espiatorio. Dall'altro, la presunta diversità tra popoli fratelli, costruita per ragioni politiche ed economiche, ma inesistente quando gli esseri umani riescono a incontrarsi in modo autentico.

Ambientato nel più cupo degli scenari, “La bambina dimenticata dal tempo“ è anche profondamente confortante. E questo grazie alla straordinaria abilità di Siobhan Dowd di illuminare i lati oscuri dell'esistenza umana. Il lettore è completamente trasportato nel mondo di Fergus: il tumulto dell'adolescenza è descritto vividamente e altrettanto vividamente è evocato il conitto politico dell'epoca. La storia è raccontata con grande empatia senza mai cadere nel sentimentalismo, e anche con un sorprendente grado di ironia. Un eccezionale romanzo di grande umanità. Joy Court, presidente della giuria del Premio Carnegie Medal

Un'opera brillante, da una scrittrice dotata di un talento letterario acuto e complesso all'apice della sua creatività. The Guardian

Un estratto
Avevano battuto il giorno sul tempo. Il cielo era come vetro scuro, restio a lasciar filtrare la luce. L'unico suono era il brontolio del furgone, che costeggiava il lago. La superficie dell'acqua era incolore. Le colline si adagiavano sulla sponda opposta come sagome di giganti appisolati.
Fergus sbadigliò. Non erano ancora le cinque quando iniziarono a salire lungo la strada di montagna. Zio Tally rimuginava masticando a vuoto mentre le ruote crepitavano sulla carreggiata. Fergus teneva in grembo il thermos col tè nero zuccherato. Non c'era latte in frigo quella mattina.
''Troppo presto per te, eh?'' ironizzò Zio Tally, cambiando marcia.
''Verissimo'' disse Fergus. ''Quando vado a correre non è così buio''. Si sentiva la gola incrostata. Le parole uscirono allungate da uno sbadiglio. ''È innaturale alzarsi prima degli uccelli''.
Si avvicinarono al posto di controllo sul confine e il furgone rallentò. Il soldato davanti alla baracca se ne stava ritto imbracciando un fucile, ma non si mosse. Aveva un'aria giovane e la pelle chiara, con le lentiggini. Li salutò, alzando il calcio del fucile, e passarono oltre senza doversi fermare. Zio Tally rise. ''Potevo avere il furgone pieno di Semtex per quel che importa a questo pivello''.
Fergus grugnì. ''Già'' disse. ''Deus ne sarebbe estasiato''.
Deus, che in latino significa 'dio', era il soprannome locale di un famoso dinamitardo, che si diceva fosse attivo nei dintorni.

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